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I delitti di Valhalla: storia vera, trama e spiegazione del finale

Nel 2020 Netflix ha rilasciato una serie che gira intorno ai maltrattamenti sui bambini e la pedofilia. Ma cosa deve aspettarsi chi non ha visto I delitti di Valhalla?

I delitti di Valhalla- foto instagram.com

I delitti di Valhalla si basa su una storia vera accaduta negli anni ’40 e portata alla luce da un articolo su MEAWW.

“ Alla fine degli anni ’40, un evento quasi simile ebbe luogo nella remota Islanda. Un’istituzione statale… ospitava giovani in difficoltà di età compresa tra i 7 e i 14 anni: questi giovani furono picchiati e maltrattati dai membri dello staff. Sebbene in realtà non sia stato commesso alcun omicidio, il fatto causò molto rumore mediatico e i bambini furono risarciti finanziariamente”.

La serie diretta da Thordur Palsson e targata Netflix prende spunto da tale realtà oscura e la sviluppa in modo diverso per colpire lo spettatore. Ne I delitti di Valhalla infatti si parla di omicidi.

Il mix tra la Reykjavík moderna, la natura implacabile e la crudeltà umana si miscelano in una miniserie televisiva thriller davvero travolgente.

Ma cosa deve aspettarsi chi non ha ancora visto I delitti di Valhalla? Scopriamo dove è ambientato I delitti di Valhalla e tutto quello che c’è da sapere.

Trama

I delitti di Valhalla introduce la storia con un brutale omicidio avvenuto sul pontile del porto di Reykyavik (Islanda) e il successivo ritrovamento di diverse persone, apparentemente non collegate tra loro, barbaramente uccise e sfigurate.

La polizia islandese dà la caccia al responsabile temendo si tratti di un serial killer (le ferite da taglio sugli occhi delle vittime sarebbe la sua firma) e chiede aiuto al detective norvegese Arnar (Bjorn Thors), un uomo freddo e autoritario dal passato tormentato.

L’arrivo di Arnar viene mal sopportato da Kata (Nína Dögg Filippusdóttir), donna determinata, mamma di un adolescente che potrebbe essere stato coinvolto in un crimine e investigatore locale capo in attesa di una promozione che il dipartimento assegna a un’altra collega.

Arnar e Kata si ritrovano a mettere da parte le loro differenze per lavorare fianco a fianco e scovare il serial killer che terrorizza il paese.

Le indagini proseguono senza sosta, trovando alcuni collegamenti: gli uomini uccisi (Thor e Ómar) avevano lavorato all’istituto per minori maschile Valhalla. La prossima vittima viene individuata in Brinja, una loro collega. Purtroppo non riescono a salvarla.

Il collegamento diventa ancora più chiaro quando viene ucciso anche Guðmundur (alias Gummi), un altro ex dipendente della struttura.

Le indagini portano alla luce una realtà orribile, quella di Valhalla in cui i ragazzi ospiti erano stati maltrattati e abusati da un uomo misterioso con la complicità del personale.

Le ricerche proseguono e i due detective capiscono che i resti ritrovati sono quelli di Tommi, un ragazzo sparito 30 anni prima senza lasciare traccia. I sospetti ricadono subito su un compagno d’istituto, Steinþór.

Indizio dopo indizio, però, Arnar e Kata scoprono che il responsabile dei delitti è Kristján, il padre di Tommi in cerca di vendetta.

Ormai scoperto, Kristján spara a Steinþór, riesce a sfuggire ad Arnar e si uccide con la pistola sottratta a Kata.

Dopo l’epilogo, Kata viene sospesa e sottoposta a indagine disciplinare mentre Arnar si accorge di alcune contraddizioni nell’omicidio di Gummi e inizia a indagare autonomamente.

Quello che scopre è che tutte le vittime dello stupratore misterioso hanno una cicatrice sul braccio e i figli di Thor e Ómar sono stati abusati a loro volta.

Pur non essendo in servizio, dopo una soffiata, Kata si dirige verso la stanza segreta di Valhalla dove l’uomo misterioso abusava dei ragazzi e insieme ad Arnar capisce che lì è stato ucciso Tommi.

La scomparsa di Tommi diventa sempre più oscura quando i due scoprono che il vecchio verbale della polizia è stato falsificato dal commissario della polizia Magnús. I due decidono di scavalcarlo e inviare il fascicolo agli affari interni, ma il caso viene bloccato. Così Kata invia la documentazione alla giornalista Selma.

Kata va dal procuratore di stato Pétur per chiedergli l’aiuto necessario a incastrare Magnú mentre Arnar raggiunge il figlio di Ómar per cercare di identificare lo stupratore. Entrambi scoprono che il responsabile è proprio Pétur.

Ormai spalle al muro, Pétur droga Kata per ucciderla, ma Arnar li raggiunge. Durante la lotta, Pétur e Arnar cadono in acqua e Kata riesce a salvare il collega. Del procuratore invece non vi è traccia.

Recensione de I delitti di Valhalla

I delitti di Valhalla catapulta lo spettatore nel cuore dell’Islanda, contrapponendo la freddezza dei luoghi e l’efferatezza dei crimini.

Valhalla non è soltanto la dimora dei ragazzi abbandonati, ma è un luogo umido e oscuro in cui si sono verificati crimini orribili in passato. In realtà la sua oscurità vive ancora in tutti quei ragazzi ormai adulti.

Alla serie di indizi difficili da decifrare si associa l’improbabile incastro dei due responsabili delle indagini, Arnar e Kata.

Da un lato Arnar è un profiler di stanza a Oslo che viene contattato per aiutare la polizia a risolvere il caso e torna (a malincuore) a Reykjavik. È un uomo freddo e autoritario che in realtà nasconde fragilità e segreti (è stato un figlio poco amato e ha un padre malato che non vuole perdonare e una sorella che tiene a distanza).

Dall’altro lata Kata è una donna determinata che lavora sodo e deve destreggiarsi con una vita privata tutt’altro che facile. È divorziata; lotta con problemi di abuso di droghe; si occupa di un figlio adolescente che sembra essere implicato in un crimine sessuale.

Poco alla volta, lo spettatore inizia a entrare in sintonia con i due protagonisti e insieme a loro inizia a fare luce sulle ombre e sulle menzogne del passato.

La serie ha una trama interessante ma, complice lo spirito nordico così lontano, si sviluppa in modo lento (specie nei primi episodi). Una volta entrati nel vivo della storia, però, il carattere dei personaggi e i colpi di scena catturano completamente l’attenzione e incuriosiscono a tal punto da indurre a fare ipotesi.

Il finale resta aperto, forse volutamente: il procuratore di Stato è davvero l’unico responsabile o è soltanto un membro di un’organizzazione più vasta? Perché l’indagine sul capo di Kata viene bloccata subito? Il sistema di questo crimine orribile era consolidato?

Tutto lascia presagire che in un’altra stagione de I delitti di Valhalla ci sarà la spiegazione del finale. Quante stagioni sono I delitti di Valhalla? Al momento soltanto una.