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Domenica In, Andrea Piazzolla svela i motivi della morte di Gina Lollobrigida

Domenica In, ultime news e indiscrezioni. Oggi è stato ospite nel salotto tv di Mara Venier, l’ex assistente personale della compianta diva del cinema italiano Gina Lollobrigida, Andrea Piazzolla. Quest’ultimo ha svelato i motivi della morte della famosa e amatissima artista italiana. Lui ha 35 anni, gli ultimi dodici li ha trascorsi accanto alla Bersagliera. Ha vissuto con lei nella villa dell’attrice sull’Appia Antica dandosi come imperativo quello di rendere felice ogni suo giorno.

Andrea Piazzolla con Gina Lollobrigida - Foto: Facebook
Andrea Piazzolla con Gina Lollobrigida – Foto: Facebook

La grande icona del cinema italiano celebre in tutto il mondo, Gina Lollobrigida, è morta pochi giorni fa all’età di 95 anni

Il suo assistente personale Andrea Piazzolla ha rivelato a Mara Venier: “Era ritornata a vivere con me, macchine e viaggi non se ne era mai fatti mancare. Gina era una forza della natura e quello che non accetto è che venga descritto per quello che non era”.

Ha poi sottolineato: “Prima di Natale si era rotta il femore ed è stata operata. Poi purtroppo ha avuto un problema con il cuore e per due settimane è dovuta stare a riposo. Ha smesso di camminare e il 31 dicembre ha smesso di mangiare. La sera stessa ho chiamato il Professore perché eravamo soli e sono andato nel panico. Non c’era un’infermiera, nemmeno una badante, solo io che ho avuto l’onore di occuparmi in tutto di lei”.

Per poi svelare: “La scorsa settimana è andata a fare una tac in ospedale e il medico ha detto che doveva fargliela per forza con contrasto. Da quello che si è capito, il contrasto le ha bloccato i reni. Mi rimarrà sempre il rimorso di non essermi imposto nel fargliela fare senza. La sera infatti a casa non urinava e sono andato in allarme. Mi hanno detto che non c’era più niente da fare, d’accordo con il Professore l’abbiamo subito ricoverata”.

Ha poi concluso: “Io le volevo donare il mio rene, avrei fatto di tutto. L’ho vista circa 24 ore prima che se ne andasse, ero disperato e sono tornato sul discorso del trapianto, offrendomi volontario. Non è stato possibile. Prima di andarmene dall’ospedale, me la sono abbracciata tutta, le ho detto grazie e le ho chiesto scusa. Il figlio invece ha detto che non le doveva chiedere scusa proprio di niente”.